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concetti basilari

Per capire in linea generale i mercati servono quattro concetti chiari. Acquisita la padronanza di quelli, il mondo della finanza cesserà di essere oscuro e poco chiaro.

Il primo concetto da imparare è quello della volatilità, misurata attraverso l'indice Vix. Le dinamiche sono semplici, ossia una volatilità elevata indica che esiste un ampio ventaglio di prezzi entro il quale si muove un’attività finanziaria. Maggiore la volatilità indica che gli operatori hanno visioni molto differenti riguardi al prezzo di un dato prodotto finanziari, come delle azioni o un titolo, au contraire quando la volatilità è bassa, non si ha una grande differenza di opinioni. Per questa ragione, quando arriva nel mercato finanziario una notizia inaspettata, la volatilità aumenta in modo esponenziale, perché gli operatori interpretano in maniera differente il fatto. La volatilità delle azioni, delle obbligazioni e dei cambi è ai minimi degli ultimi tre decenni.

Altro concetto importante è quello delle obbligazioni: queste sono un titolo di credito che rappresenta una parte di debito acceso da una società o da un ente pubblico per finanziarsi. Garantisce all'acquirente il rimborso del capitale più un tasso di interesse. Le obbligazioni sono emesse allo scopo di reperire capitali da investire.

Le obbligazioni sul mercato hanno oggi dei prezzi che riflettono un’elevata “sicumera” intorno al futuro. Cosa è la sicumera”? Una sorta di premio a termine. Si supponga che il rendimento a dieci anni del Btp sia del 6%, mentre la somma dei rendimenti cumulati di dieci Bot con scadenza annuale sia del 5% Il premio a termine sarà del 1%. Il premio riflette l’incertezza sul livello dei rendimenti futuri. Perciò, assente il premio, si arguisce che, secondo i mercati, il futuro sia noto. Naturalmente si tratta di analisi a scopo predittivo, non certe. Il modello comunque oltre che su complicati calcoli su basa anche sull'andamento passato dei mercato.

 

Le azioni valutarie sono il nostro terzo punto. Le azioni sono care oppure a buon mercato a seconda di quanto i prezzi si rapportano agli utili: se gli utili sono pagati molte volte, oppure poche. Si tratta del  price to earnings ratio o P/E; questa si misura in due differenti modi, quello relativa ai prezzi  in rapporto agli utili attesi fra un anno, e quello relativa al rapporto tra prezzi e media degli ultimi dieci anni.

Infine abbiamo l'influenza della politica monetaria centrale. La banca centrale pratica dei tassi di interesse minimi (o negativi, tenendo conto dell’inflazione) e acquista obbligazioni. Questa politica spinge i mercati a “cercare il rendimento”. Lo si vede anche dal comportamento delle obbligazioni societarie di bassa qualità, e da quello delle obbligazioni dei Paesi emergenti. Una politica monetaria restrittiva corrisponde ad una caduta o ad una difficoltà dei mercati. Una politica monetaria espansiva corrisponde ad una espansione dei mercati, che riescono più facilmente a trovare materiale per investire.

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